STRADA DEI VINI DOC DELLA DAUNIA
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Il promontorio del Gargano è un condensato di aromi e sapori della macchia mediterranea. Fare un'escursione qui significa tuffarsi in una vegetazione incontaminata, lungo coste godibili in ogni stagione dell'anno. Una delle Strade del Vino e dell'Olio della Puglia lo fiancheggia, nel cuore di una terra che ha nella produzione di vino e olio di qualità l'attività prevalente. Cinque gli itinerari proposti dalla strada; cinque i percorsi che si snodano attraverso quella zona identificata con il nome di Daunia, a rievocazione dell'approdo su questo lembo di terra del mitico re greco chiamato Dauno: -"Il mare della terra" da San Severo ad Apricena -"La strada del sole" da Apricena a San Paolo di Civitate -"La corte del vino" da San Paolo di Civitate a Torremaggiore -"La tavolozza dei sensi" da Torremaggiore a Lucera -"La culla della storia" Lucera Da San Severo ad Apricena: Il mare della terra Il fascino della leggenda, secondo la quale San Severo fu fondata dall’eroe greco Diomede col nome di Castel Drione, avvolge e coinvolge in un percorso che si inizia con l’intento di esplorare e percepire i profumi e le atmosfere della Strada Daunia. Punto di partenza dell'itinerario è il centro storico di San Severo, dove sorge il Museo Civico, che offre un'ampia panoramica dell'evoluzione e della civilizzazione del territorio dauno, abbracciando l'intero periodo che parte dal Paleolitico inferiore e giunge fino all'epoca romana. Passeggiando per le vie del centro storico si incontrano i palazzi gentilizi Cavaliere e Carafa, fino ad arrivare in Piazza Municipio, nel cui centro sorge l’ex Monastero della SS. Trinità appartenuto ai monaci Celestini, ora sede del Palazzo di Città. Inoltre è possibile visitare la chiesa di S. severino Abate, la Cattedrale, la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, la Chiesa di S. Nicola, rilevanti esempi di architettura di epoche diverse. Attraversando la S.P. 89 che da San Severo porta ad Apricena, si snoda all’orizzonte un paesaggio di grande suggestione cromatica: chilometri di vigneti, alternati a distese di uliveti e appezzamenti coltivati a grano ed ortaggi. Nei pressi di Apricena colpisce lo straordinario colpo d’occhio delle cave. Giunti nel centro storico si incontra il Palazzo Baronale, visitabile solo all’esterno. Presso il Comune è custodita una buona collezione di reperti archeologici. Si procederà con la visita alla Parrocchia di San Martino e con una passeggiata attraverso le varie botteghe in cui si producono oggetti in pietra o in ferro battuto. Da Apricena a San Paolo di Civitate: La strada del sole Ad Apricena, lambita da due piccoli torrenti, il Vallone e il Candelaro, le cave, di forte richiamo spettacolare, regnano incontrastate sul paesaggio circostante. Terra prediletta da Federico II, il quale qui amava cacciare, ma anche terra di sudore, quello di agricoltori e minatori dediti a trovare nella coltura della terra arsa dal sole e dal prezioso marmo bianco, la loro principale fonte di sostentamento. Percorrendo la S.P. n.36, si prosegue verso S. Paolo Civitate, un paesino adagiato sui Monti Liburni, che volge lo sguardo su un emozionante paesaggio naturale che ingloba la foce del fiume Fortore e parte dell'Adriatico e tutto intorno campagne accarezzate da fertili filari di vite. Giunti nel centro storico, la prima immagine che si impone agli occhi del visitatore è il Torrione quadrato risalente al XIV secolo di Palazzo Gonzaga, bell'esempio di residenza castellana. Proseguendo tra i vicoli del centro, si incontrano la Chiesa di San Giovanni Battista, risalente al 1570 circa, la Chiesa di san Paolo del XVI sec. e attigua all’edificio della Canonica, nella quale si potrà ammirare una splendida tavola di chiara ispirazione bizantina raffigurante una Madonna col Bambino. Da San Paolo di Civitate a Torremaggiore: La corte del vino Da San Paolo Civitate, il percorso prosegue per Torremaggiore, una cittadina arroccata su di un colle, nel cui centro storico si trova il Castello Ducale, sede della Strada dei Vini doc della Daunia, e dichiarato nel 1902 Monumento Nazionale dalla Direzione generale delle Antichità e Belle Arti. La particolarità del castello sta nella sua architettura che consta di un quadrilatero irregolare, dotato di sei torri, di cui quattro cilindriche merlate. Altra tappa di notevole interesse è la Chiesa Matrice di San Nicola, la parrocchia più antica della città fondata dai superstiti di Fiorentino nella seconda metà del secolo XIII. L’itinerario prosegue con la visita alla Chiesa di Sant’Anna, monumento che riporta nuovamente il segno della famiglia de Sangro, il cui stemma si ritrova nell’architrave della facciata. In corrispondenza del V Vicolo del Codacchio, ci s’imbatte in un arco, sovrastato da una volta a botte, sotto il quale secondo la leggenda, a mezzanotte si ode ancora l’eco di uno scalpitio di cavalli. In via fiani sorge, invece, il Palazzo appartenente all’omonima famiglia, ricco di pregevoli mobili e quadri. In Largo Loreto si potrà visitare la Chiesa di Madonna di Loreto, nella quale è conservata una splendida icona bizantina dell’Odegitria. Appena fuori dal centro storico, si trova il Santuario di Maria SS. Della Fontana, risalente all’anno Mille in cui è custodito uno stupendo affresco medievale di grande valore artistico raffigurante una Madonna. Da Torremaggiore a Lucera: La tavolozza dei sensi E’ un itinerario appositamente ideato per tutti quelli che nei colori, nei suoni e nei profumi di queste dolci alture cercano un posto tranquillo distante dalla frenesia urbana. Mete poco note che sapranno soddisfare gli appassionati del mondo enoico in un contesto di grande valore culturale, storico ed artistico. Prima di arrivare nel centro storico di Lucera, da non perdere è la visita all’anfiteatro, unico esempio architettonico della Daunia romana, risalente al I sec. dell’Impero. Addentrandoci nella città, in piazza Duomo si visiterà la Cattedrale, uno dei suoi monumenti più rappresentativi. Dichiarata “Basilica” nel 1834 e Monumento Nazionale nel 1878, sorge maestosa nel centro storico. Nelle vicinanze si trova il Museo Civico, in Piazza Tribunali dove sono conservati reperti che vanno dal Paleolitico all’epoca medioevale. Interessante infine la visita alle chiese di San Domenico, San Antonio Abate e di San Francesco, quest’ultima una costruzione trecentesca che conserva le spoglie di San Francesco Antonio Fasani. Una visita alla città di Lucera non può non concludersi con la degustazione della sua doc, il Cacc’e Mmitte di Lucera! Lucera, la culla della storia Lucera esisteva sicuramente prima di Roma come centro costituito da capanne e case modeste. Il tipo di sepolture e corredi funerari documentano una profonda influenza ellenica. Ciononostante è solo con la conquista romana che Lucera assume sempre più i caratteri di una vera e propria città, costruita ad immagine di Roma, per la quale rappresentava un centro di importanza strategica e per la sua posizione di frontiera tra i popoli romanizzati e quelli della Magna Grecia, e sia perché dalle sue alture era possibile controllare l’intera regione apula. Pur essendo notevoli le opere di monumentalizzazione e riorganizzazione del quadro urbano avvenute durante l’era augustea, fu solo con Federico II di Svevia che la città subì delle profonde modifiche culturali, politiche e urbanistiche. Nasce in questo periodo, infatti, la Lucera Saracena, con una colonia musulmana in Capitanata; la presenza di una moschea segna il distacco dalla tradizionale cultura cattolica e risulta segno evidente della divulgazione di un nuovo tipo di cultura. Oltre che storia e cultura, Lucera è anche città di tradizioni enogastronomiche importanti, come il riconoscimento della Doc al suo vino più rappresentativo: il Cacc’e Mmitte. Immancabile inoltre una visita alle botteghe dell’artigianato locale, fondato essenzialmente sulla lavorazione dei mattoni con le antiche fornaci a cui si deve la definizione di Lucera, città delle fornaci. |
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